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    Alla Bicocca i disabili motori diventano geologi grazie alla realtà virtuale

    Per un giorno studieranno vulcani, si immergeranno in mare o esploreranno le Alpi

    di redazione open innovation | 10 gen 2019

La realtà virtuale immersiva per consentire a tutti, e in particolare alle persone con disabilità motoria, di vivere una giornata da veri esploratori.

Sarà un appuntamento senza barriere quello del 16 gennaio, quando all’Università Bicocca di Milano chi si iscriverà all’evento potrà ‘diventare’ un vero geologo e studiare, in modo attivo, i vulcani italiani. Ma anche raggiungere l’isola di Santorini, in Grecia, immergersi nelle acque del Mediterraneo o delle Maldive così come nelle faglie islandesi e nei ghiacciai delle Alpi.

L’evento, dal titolo Shaping geological 3D virtual field-surveys for overcoming motor disabilities”, si avvarrà della realtà virtuale che è stata sviluppata all’interno di due progetti della Bicocca: Argo3D e 3DTELC Erasmus+.

In un doppio turno (9-12.30 e 14.30-18, Edificio U2 - Aula 08B piano -1), i partecipanti si caleranno nello studio del Pianeta Terra sperimentandolo ‘dall’interno’ e da vicino. Con loro potranno esserci degli accompagnatori ma anche degli osservatori, che saranno però audience passiva e non attiva.

La giornata è patrocinata dal Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra (DISAT - UNIMIB), dalla Società Geologica Italiana e dalla European Geosciences Union ed è organizzata in collaborazione con il Servizio disabili e DSA dell’Ateneo.

Esplorazioni geologiche di questo tipo, senza l’aiuto della realtà virtuale immersiva, sarebbero pressoché impossibili per chi ha una condizione motoria compromessa: la tecnologia in questione consente invece di vivere l’esperienza in pieno, sia dal punto di vista fisico che emozionale. Grazie a dispositivi di ultima generazione, chi partecipa interagisce attivamente con l’ambiente in cui si cala, ricevendo degli input ai quali può rispondere. Un modo, dunque, per conoscere ma anche per attivare tutti i sensi.

Non a caso, negli ultimi anni le tecnologie informatiche che sono alla base della virtual reality sono state applicate in numerosi percorsi riabilitativi destinati ad adulti e bambini con disabilità: simulando il mondo reale, ma consentendo un tipo di interazione che nella realtà è pressoché impossibile da ottenere, infatti, si dà alla persona portatrice di disabilità la possibilità di relazionarsi con l’ambiente utilizzando movimenti e sensi che altrimenti non utilizzerebbe. Un esempio? Segnali visivi da inviare per mezzo di schermi, caschetti che decodificano i movimenti del capo.  Applicato all’esplorazione della Terra e alla geologia, tutto questo assume anche un incredibile fascino.

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