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    Assolombarda ‘porta’ le imprese a Dubai 2020 per conquistare l’area MENASA

    A Connext numeri, opportunità e bandi dell’Expo negli Emirati Arabi Uniti

    di redazione open innovation | 08 feb 2019

La presenza all’Expo di Dubai 2020? Una vetrina imperdibile per le imprese, grandi e piccole, del sistema Italia. Ma come destreggiarsi tra i bandi della prossima Esposizione universale e come lasciare il segno tra i 25 milioni di visitatori attesi? Lo hanno spiegato a Connext, l’evento nazionale di Confindustria al suo esordio a Milano il 7 e 8 febbraio. Con numeri e immagini che ben disegnano il quadro delle occasioni offerte dall’appuntamento, a cui manca ormai meno di due anni.


25 milioni di visitatori: tutti i numeri da conoscere

È stata Assolombarda, in particolare, a promuovere un incontro ad hoc sul tema per ‘accompagnare’ le imprese verso un obiettivo definito “molto significativo: per quello che sarà il primo Expo dell’area MENASA (Middle East, North Africa, South Asia), si stimano 25 milioni di visitatori – di cui il 70% provenienti da di fuori degli Emirati Arabi Uniti - e un giro d’affari di 100 miliardi di dollari. Ma ci sono altri numeri, per raccontare che tipo di finestra sul mondo l’Expo di Dubai potrebbe aprire per le aziende italiane.

Due su tutti: si prevede che nel 2020, per la prima volta, “il traffico cargo di merci in quest’area nel Mediterraneo supererà quello in rotta transpacifica e transatlantica – ha spiegato Paolo Glisenti, Commissario Generale di Sezione per l’Italia a Expo 2020 Dubai. Aggiungendo un altro dettaglio importante, e cioè che “questo non sarà l’Expo di Dubai ma di tutta l’area MENASA (Middle East, North Africa, South Asia), destinata in 15 anni a ospitare la più forte domanda di beni di consumo grazie a una decisa crescita della classe media: è a questo mercato dunque – ha concluso – che possono rivolgersi le nostre imprese tramite l’evento negli Emirati Arabi Uniti”.

Quanto agli EAU, si tratta di un mercato caratterizzato da un PIL pro capite elevato, quasi 40 mila dollari annui, contro i 26.400 euro dell’Italia certificato dall’Eurostat fine 2018 per il 2017: e una stima indica che la quota che potrebbe essere destinata all’acquisto di beni italiani arriva all’1,34% del PIL pro capite, la più alta dell’area. Per tutte queste ragioni, gli Emirati Arabi Riuniti rappresentano “un hub internazionale e un ambiente estremamente favorevole per le nostre aziende”.

La corsa delle italiane all’Expo

A oggi, però, la presenza italiana negli EAU è da un lato consolidata a livello di residenti e turisti, dall’altro da potenziare a livello di export: Nicola Lener - Vicedirettore Generale e Direttore Centrale per l’Internazionalizzazione del Ministero degli Affari Esteri – ha ricordato ad esempio che nei settori no oil l’Italia non esprime ancora appieno le proprie potenzialità: “Con i nostri 5,56 miliardi siamo al di sotto dei 10 miliardi del Vietnam”, ha spiegato con riferimento ai primi dieci mesi del 2018.

 

Ci sono però anche dati incoraggianti relativi proprio all’Expo. Anzitutto, sono state illustrate le molte facilitazioni per le PMI; i settori che possono offrire le maggiori opportunità – tra cui infrastrutture e costruzioni, trasformazione alimentare, beni di lusso, energia, healt care; e ancora, l’Italia registra a oggi il numero più alto di proprie imprese registrate alla manifestazione (Milano è la più presente a quota 114) così come vanta il maggior numero di fornitori e il maggior numero di PMI.


Il Padiglione Italia

“L’expo 2020 – ha riassunto Glisenti – rappresenta la più importante operazione di promozione del sistema Paese dei prossimi anni, l’innovazione italiana può avere grande appeal su quei mercati. Per questo chiediamo alle imprese di diventare partner tecnici del Padiglione Italia, o sponsor, o partner di eventi specifici”. La chiusura della call per manifestazioni di interesse non vincolanti per diventare partner tecnici è stata fissata, dopo una proroga, per il 10 febbraio.

Un padiglione che avrà una posizione strategica, oltre a essere uno dei pochi visibili su tutti e quattro i lati: si troverà infatti accanto a quello dell’India e dunque di un grande attrattore, e di fronte a quelli di USA e Giappone e all’unico parco pubblico previsto, dotato di un anfiteatro da 2500 posti. I visitatori previsti sono 5 milioni.

Alle imprese italiane interessate si consiglia quindi di individuare anzitutto una nicchia di mercato a cui rivolgersi, quindi di fare investimenti mirati per obiettivi altrettanti precisi, e soprattutto alla propria portata.

Una panoramica dell’Expo 2020 si trova a questo link.

 

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