Premio Lombardia è ricerca: tra i candidati anche il vincitore di un Nobel

Un riconoscimento di alto profilo, come dimostra il fatto che tra le oltre 130 candidature internazionali vagliate dalla giuria ci fosse anche “un nome da poco vincitore del Nobel”. Così il presidente della giuria, il professor Giuseppe Remuzzi, ha definito il Premio “Lombardia è ricerca”, evento centrale della Giornata della Ricerca promossa da Regione per il prossimo 8 novembre.

 

Il programma della Giornata è stato presentato il 23 ottobre a Palazzo Pirelli, con gli interventi del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del vicepresidente e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala, dell’assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Melania Rizzoli.



Presenti anche il presidente della Fondazione Veronesi Paolo Veronesi, il professor Remuzzi, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Delia Campanelli e la conduttrice televisiva Alessia Ventura.

 

La cerimonia dell’8 al Teatro alla Scala culminerà con la consegna dell’assegno da 1 milione di euro ai tre vincitori – Michele De Luca, Tobias Hirsch e Graziella Pellegrini – per un intervento senza precedenti: la ricostruzione dell’80% della pelle di un bambino di 7 anni, in pericolo di vita per una grave e rara malattia genetica. I due professori dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il giovane chirurgo tedesco hanno convinto la giuria per l’utilizzo di una terapia genica ex vivo della forma Giunzionale dell’Epidermiolisi Bollosa, che provoca bolle e lesioni tali da rendere la pelle dei malati fragilissima – per questo tale patologia viene anche chiamata Sindrome dei Bambini Farfalla.

 

INCREMENTARE COMPETITIVITA' DEI TERRITORI

 

“Favorire la Ricerca e l’Innovazione investendo con convinzione in questo ambito: solo sostenendo la continua evoluzione della ricerca – ha commentato il presidente Attilio Fontana - possiamo rendere competitivi i nostri territori. La ricerca deve poter essere utilizzata anche dalle aziende, in stretta collaborazione con le università”.

 

“Con questo riconoscimento premiamo una scoperta di rilevanza mondiale – ha sottolineato poi il vicepresidente Fabrizio Sala -, premiamo il coraggio di rendere realtà un'intuizione da cui si aprono prospettive di cura anche per malattie più comuni: ai vincitori vanno le mie più vive congratulazioni”.

 

HUB INTERNAZIONALE PER RICERCA E INNOVAZIONE

 

“La Giuria – ha spiegato ancora Sala - ha stabilito che il 70% del Premio sia dedicato a
sviluppare attività sul territorio in collaborazione con il sistema della ricerca lombardo. Si tratta di un riscontro significativo, non solo in termini di competitività ma anche di
occupazione. Con queste politiche stiamo rendendo la Lombardia sempre più un hub Internazionale in materia di Ricerca e Innovazione”
.

 

Nel programma della Giornata, illustrato da Alessia Ventura, spicca una novità di questa seconda edizione. Per la prima volta Regione Lombardia ha voluto dedicare il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ anche ai progetti innovativi degli studenti lombardi. I vincitori saranno premiati dal vicepresidente Sala e dall’attore e scrittore Giacomo Poretti, che si esibirà sul palco della Scala con un intervento dedicato proprio ai ragazzi.

Dall’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli le congratulazioni al vicepresidente Sala “per il Premio destinato agli scienziati che hanno creato in laboratorio lembi di epidermide sana da colture di cellule, da trapiantare sulla pelle dei piccoli pazienti affetti dalla cosiddetta sindrome del Bambini Farfalla, evitando in tal modo complicanze che fino a ieri accorciavano la loro aspettativa di vita. Ricordo che questa patologia colpisce mezzo milione di persone nel mondo, 1.500 pazienti in Italia”. Pazienti spesso in giovane età.

 

Da parte sua, il presidente della Giuria si è complimentato con l’ente pubblico: “Questo Premio è una bellissima idea, da Regione Lombardia arrivano non parole ma una testimonianza concreta di sostegno alla ricerca. Non è stato facile scegliere tra 133 candidature internazionali - ha aggiunto Giuseppe Remuzzi -, basti pensare che tra queste c’era anche un nome che proprio di recente ha vinto il Nobel. La scelta è caduta su De Luca, Hirsch e Pellegrini perché più rispondevano a una delle motivazioni del Premio: che la scoperta scientifica premiata avesse un impatto specifico sulla qualità della vita delle persone. Nel loro caso, c’è stato il salvataggio della vita del bimbo a cui hanno ricostruito la quasi totalità dell’epidermide, dopo aver creato per lui in laboratorio una nuova pelle corretta geneticamente e quindi sana”.

 

Soddisfatta anche Delia Campaelli, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale: “Regione ha riconosciuto un premio ai nostri giovani talenti, questo è importante perché è nella scuola che si formano le professionalità del futuro e perché attraverso l’uso delle tecnologie si evolvono studio e ricerca”.

 

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