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05/08/2022

R&I: un report della Corte dei Conti europea sollecita più investimenti

Sono ancora troppo bassi, monito ai governi: servono anche riforme. Il ruolo dei programmi Horizon

Redazione Open Innovation

Redazione Open Innovation

Regione Lombardia

I governi nazionali devono considerare la ricerca e innovazione (R&I) un settore prioritario, in modo da accrescere gli investimenti e attuare le riforme: questa la considerazione principale che emerge dalla recente relazione pubblicata dalla Corte dei Conti europea, con l’obiettivo di ottenere un reale cambiamento.

La versione italiana del Report è disponibile qui.

Il contesto

Per colmare il persistente divario sul fronte R&I nell’UE e per accompagnare i Paesi in ritardo sulla via dell’eccellenza, la Commissione europea attua misure speciali, conosciute come ‘misure di ampliamento’ (widening), per consentire a tali Paesi di accedere più facilmente a finanziamenti specifici dell’UE; tali misure, però, possono solo stimolare l’avvio di progressi, ma non sono in grado di produrre i necessari cambiamenti negli ecosistemi nazionali di R&I.

Qui s’inseriscono i programmi di finanziamento Horizon. L’UE ha voluto spezzare un circolo vizioso che rischiava di non portare a uno sviluppo omogeneo e paritario: la partecipazione ai programmi pluriennali dell’UE in materia di R&I, infatti, si è sempre basata sull’eccellenza, vale a dire che erano solamente le proposte migliori a essere selezionate.

Questo però in passato ha significato che i Paesi con performance modeste o con ecosistemi di R&I meno sviluppati abbiano avuto difficoltà a competere con quelli con performance migliori, riuscendo meno spesso ad aggiudicarsi la partecipazione ai programmi: da qui il ‘corto circuito’ che ha visto limitare ulteriormente la loro capacità a colmare le carenze in R&I, e innescare un meccanismo elitario che va contro i principi comunitari.

La sollecitazione

I programmi Horizon sono riusciti in parte a disinnescare tale meccanismo, ma ora è importante che i Paesi facciano la loro parte e investano maggiori risorse in R&I: nel 2020, infatti, gli investimenti in UE sono ammontati in media al 2,3% del PIL, ancora al di sotto del valore-obiettivo che era del 3%, con solo la Slovenia e la Cechia tra i 15 stati ‘oggetti dell’ampliamento’, che hanno investito più del 2%.

Performance non certo eccellenti, dettate nella maggioranza dei casi da ecosistemi di R&I totalmente inadeguati, che finiscono inevitabilmente per rallentare o addirittura arrestare il processo di sviluppo innovativo del paese; nonostante questo però, l’UE continua a fornire sostegno attraverso programmi quadro come Horizon 2020, che dal 2014 al 2020 ha messo a disposizione 76,4 miliardi di euro, e Horizon Europe, con una dotazione di 95,5 miliardi per il periodo 2021-2027.  

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