I risultati dell’edizione 2026 dei QS World University Rankings by Subject confermano il ruolo di Milano come ecosistema di riferimento per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, grazie a posizionamenti di eccellenza in ambiti chiave per lo sviluppo industriale e scientifico.
Le discipline ai vertici della classifica nel mondo
Il Politecnico di Milano ad esempio si distingue a livello globale nei settori a maggiore intensità tecnologica, con il 6° posto in Architettura e Ambiente Costruito, il 7° in Design e il 20° in Ingegneria e Tecnologia.
L’Ateneo si colloca inoltre tra i primi 15 al mondo in Ingegneria meccanica, aeronautica e manifatturiera e in Ingegneria civile e strutturale, consolidando una presenza ampia e qualificata: 26 discipline classificate su 55, con 4 nel top 1% e 19 nel top 10% a livello globale.
L’Ateneo consolida inoltre la propria presenza in 26 discipline su 55, con 4 nel top 1% e 19 nel top 10% mondiale, confermando una capacità di presidio trasversale lungo l’intera filiera dell’innovazione.
Questi risultati riflettono un modello che integra ricerca di base e applicata, forte collaborazione con il sistema produttivo e apertura internazionale, elementi che favoriscono la valorizzazione dei risultati della ricerca e il loro trasferimento verso il tessuto industriale.
In questo contesto, gli indicatori di Employer Reputation e di impatto scientifico evidenziano l’efficacia del collegamento tra formazione avanzata, ricerca e domanda di competenze da parte delle imprese, contribuendo alla generazione di brevetti, allo sviluppo di spin-off e alla crescita di startup deep tech.
Il primato in Life Sciences & Medicine, i punti di forza
Parallelamente, l’Università degli Studi di Milano si afferma come primo ateneo italiano nel macrosettore Life Sciences & Medicine (76° al mondo), con un posizionamento di rilievo nelle discipline medico-sanitarie, biologiche e farmaceutiche. L’Ateneo è tra i primi 100 al mondo in sette discipline, tra cui Veterinary Science, Pharmacy & Pharmacology, Medicine e Sociology, e si distingue a livello nazionale per la leadership in ambiti strategici come Medicine, Dentistry e Anatomy & Physiology.
La performance della Statale evidenzia il contributo crescente delle Scienze della vita e delle discipline multidisciplinari ai processi di innovazione, in particolare nei settori della salute, della farmaceutica e dei servizi avanzati.
In questo ambito, il rafforzamento delle collaborazioni pubblico-private e delle infrastrutture di ricerca condivise rappresenta un fattore chiave per accelerare il trasferimento tecnologico e la valorizzazione industriale dei risultati scientifici.
Significativo anche il posizionamento nell’area Data Science & Artificial Intelligence, che amplia le opportunità di integrazione tra competenze digitali e ricerca biomedica, aprendo a nuovi modelli di innovazione.
La connessione tra ricerca e imprese
Nel complesso, i risultati della classifica – basata su indicatori di reputazione accademica e presso i datori di lavoro, impatto della ricerca e collaborazione internazionale – sottolineano la capacità dei due atenei milanesi di agire come piattaforme di connessione tra ricerca e impresa.
Un ruolo chiave per sostenere processi di innovazione, attrarre talenti e investimenti e promuovere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico, contribuendo alla competitività del sistema Paese.

