Regione Lombardia ha pubblicato la seconda edizione del bando ‘Collabora & Innova’, la misura che sostiene ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale delle imprese. In particolare, la misura si rivolge ai partenariati tra PMI, grandi imprese e organismi di ricerca, chiamati a sviluppare progetti ad alto contenuto innovativo.
Le domande potranno essere inviate dal prossimo 25 giugno.
Tutte le informazioni e i documenti utili nella pagina di Collabora & Innova - edizione II.
I risultati della prima edizione
La prima edizione del bando Collabora & Innova ha finanziato 71 progetti (su 138 presentati, con richieste di contributo tre volte superiori alla dotazione finanziaria della misura), coinvolgendo 395 soggetti tra imprese (anche piccole) e organismi di ricerca, grazie a una dotazione complessiva di 156 milioni di euro, a valere sul Programma regionale lombardo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale/PR FESR 2021-2027.
Due edizioni per una dotazione complessiva di 246 milioni di euro
La seconda prevede risorse per 90 milioni di euro, sempre grazie a risorse PR FESR 2021-2027, incrementabili fino a 108 milioni. In questo modo la dotazione complessiva, che comprende anche l’edizione precedente, arriva a 246 milioni di euro.
La soddisfazione delle imprese
“La misura punta a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo di innovazioni di prodotto o di processo - ricorda l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi -. Ma anche a favorire la crescita competitiva, attraverso il potenziamento di ricerca e innovazione per la maturazione e il trasferimento tecnologico e delle conoscenze. Proprio in questo periodo sto effettuando un tour nelle imprese innovative lombarde che hanno sviluppato progetti di ricerca con i fondi messi a disposizione da bandi del mio assessorato: ho percepito una grande soddisfazione per le opportunità offerte da ‘Collabora & Innova”.
Il rapporto strategico tra imprese e organismi di ricerca
“Con questa nuova edizione – aggiunge Fermi – rafforziamo uno degli strumenti più importanti per sostenere la competitività tecnologica del sistema economico e scientifico lombardo. Favorire partenariati tra imprese e mondo della ricerca significa creare le condizioni per sviluppare innovazioni strategiche e rendere ancora più solido il nostro ecosistema dell’innovazione. La ricerca produce conoscenza, ma le imprese la trasformano in prodotti e servizi. È evidente che le aziende che collaborano con università e centri di ricerca innovano più rapidamente, accedono a competenze avanzate e sviluppano tecnologie innovative”.
I contenuti del bando
Le risorse saranno distribuite sugli ecosistemi della cosiddetta S3 di Regione Lombardia (Smart specialisation strategy – Strategia di specializzazione intelligente di ricerca e innovazione):
- Salute e Life Science
- Nutrizione
- Sostenibilità e Sviluppo Sociale
- Manifattura Avanzata
- Smart Mobility & Architecture
- Connettività e Informazione.
L’agevolazione sarà concessa a fondo perduto, con intensità differenziate:
- 60% per le piccole imprese
• 50% per le medie imprese
• 40% per grandi imprese e organismi di ricerca.
Il contributo massimo per singolo partenariato non potrà superare 5 milioni di euro.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma regionale ‘Bandi e Servizi’ a partire dalle 10.30 del 25 giugno 2026 e fino alle 15 del 22 settembre 2026.
Le proposte progettuali dovranno essere presentate da partenariati composti da un minimo di 3 e un massimo di 8 soggetti, tra i quali sia presente almeno una PMI e un organismo di ricerca.
Il partenariato potrà essere guidato indifferentemente da un’’impresa oppure da un organismo di ricerca.
I criteri di ammissibilità dei progetti
Ai fini dell’ammissibilità, i progetti dovranno inoltre:
• essere realizzati presso una sede operativa in Lombardia;
- prevedere un investimento minimo pari a euro 3.500.000;
• essere avviati successivamente alla presentazione della domanda;
• concludersi entro 24 mesi dalla data del provvedimento di concessione, salvo eventuale proroga fino a un massimo di ulteriori 6 mesi.

