L'intervista

25 giugno 2020


L’esperienza fatta da istituti e dai 7 milioni di studenti italiani tra i 6 e i 19 anni durante il lockdown? Una grande occasione per ripensare finalmente in modo strategico e prioritario la scuola italiana, in tutti i suoi aspetti: le risorse, i tempi, la relazione tra docenti e alunni, anche il suo calendario.


Questo il messaggio della milanese Chiara Burberi CEO di Redooc.com, che da docente in Bocconi e manager in McKinsey e Unicredit sceglie di lasciare la carriera di dirigente esperta in formazione per avviare questa piattaforma di didattica digitale.


Redooc.com (di proprietà di una PMI innovativa) ripensa il modo in insegnare in particolare la matematica e le scienze ma anche l’italiano. Grazie a innovazione e tecnologia (ad esempio con 80 mila esercizi interattivi), che per Burberi non solo non sono in antitesi con la creatività, ma anzi rappresentano l’unica strada per sviluppare i talenti di tutti. E favorire le skills veramente necessarie ai cittadini del futuro.


Scopri quali sono, guarda la video intervista:

1 contributo

Giuseppe Catalani

01 lug 2020, 09:48:57

Il ricorso al digitale, ovvero all'utilizzo dello strumento informatico e nello specifico dell'insegnamento in modalità a distanza (e-learning), è certamente un'opportunità di rinnovamento in termini di gestione del tempo, quello che mi preoccupa è l'attribuzione di una importanza e valore maggiore di quella che in effetti possiede. L'interazione in presenza porta con se quell'emotività che fa dell'insegnamento il fondamentale, per un ottimo apprendimento.  Cito solo questo esempio: durante i miei studi in chimica, presso l'ITIS, avevo come professore Eugenio Stocchi, con lui si svolgevano anche 5 ore consecutive, mai pesanti e qul poco di chimica che ho imparato sicuramente è opera sua. Le sue lezioni erano intense, interessanti perchè trasferiva sia il suo sapere che il suo spirito e la sua passione per l'insegnamento. Insegnare non è un trasferimento di nozioni in modo impersonale, insegnare significa partecipare, coinvolgere, interessare e questo lo vedo difficile usando il cavo come veicolo. Daltronde stessa enfasi viene posta per il lavoro in remoto, dove sembra diventato la panacea, applicabile a tutto, errore di valutazione gravissimo che genera e genererà false aspettative.

go to top