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28/07/2023

Housing universitario al centro dell’accordo su terza e quarta rata PNRR

Per la riforma 660 milioni. Chiusa la manifestazione di interesse per operatori pubblici e privati

Redazione Open Innovation

Redazione Open Innovation

L’11 luglio si è chiusa la manifestazione di interesse, pubblicata dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per individuare soggetti che intendano rendere disponibili immobili da destinare ad alloggi o residenze universitarie per studenti delle istituzioni della formazione superiore, a partire da quelli universitari, grazie a fondi PNRR. E pochi giorni dopo, proprio i posti letto per studenti universitari sono stati al centro dell’accordo concluso in extremis tra Italia e Commissione Europea sulla terza e la quarta rata del PNRR.

Un passo indietro. Il decreto del MUR richiedeva a tutti gli operatori pubblici e privati interessati di indicare, entro 60 giorni, quanti studenti sono disposti a ospitare, per un numero di posti letto non inferiore a 20 unità, negli immobili di loro piena ed esclusiva disponibilità (non necessariamente di proprietà).

Il decreto prevedeva anche la possibilità di destinare parzialmente l’immobile a residenza universitaria imponendo un vincolo di destinazione d’uso di almeno 12 anni.

Gli immobili proposti dovevano avere una destinazione urbanistica coerente con le finalità dell’intervento (o che diventi tale entro maggio 2026), ed essere posti all’interno o nelle vicinanze di una sede universitaria.

Le risorse finanziarie previste dal decreto ammontano a 660 milioni e sono quelle previste per la Missione 4, Componente 1, Riforma 1.7 del PNRR.

La riforma mira a triplicare i posti letto disponibili per gli studenti fuori sede, incrementandoli entro il 2026 di oltre 60 mila, da 40.000 a 105.500.

Un primo obiettivo (target) previsto dal PNRR per la seconda metà del 2022 prevedeva la realizzazione dei primi 7.500 posti letto. Un obiettivo non raggiunto secondo la Commissione UE, per la quale una parte dei posti letto rendicontati dall’Italia non erano nuovi ma preesistenti.

L’intesa raggiunta il 20 luglio di considerare non più un target ma un milestone (traguardo) i primi 7.500 posti letto, tenendo fermo l’obiettivo finale dei 60 mila posti al 2026.

In questo modo, è stato ridotto di conseguenza l’importo previsto per la terza rata del PNRR all’Italia (19 a 18,5 miliardi), mentre i fondi per la quarta rata passano da 16 a 16,5 miliardi.

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