• Foro regionale

    “Intelligenza artificiale, subito una visione e decisioni prese consultando i cittadini”

    Anna Pellizzone, Project Assistant and Researcher della Fondazione Giannino Bassetti

    di redazione open innovation | 14 mar 2018

Il nostro obiettivo è quello di sviluppare una visione francese ed europea sullo sviluppo dellintelligenza artificiale. Una visione che metta a frutto le nostre competenze; che sia sostenibile - dal punto di vista dell'ecologia, dell'occupazione e della dignità della persona umana - e rispettosa dei diritti degli individui. Si tratta di impedire che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sia accompagnato da un aumento delle disuguaglianze e minacci la nostra capacità di determinarne collettivamente la traiettoria. Dobbiamo aprire queste questioni al dibattito pubblico, sensibilizzando e preparando l'opinione pubblica a questi importanti cambiamenti.».

 

 

Cédric Villani, matematico francese di fama internazionale, ha ricevuto lo scorso autunno dal governo Macron l’incarico di costruire una visione francese (ed europea) sull’intelligenza artificiale. Una visione costruita a partire dai risultati di una consultazione pubblica che si è conclusa lo scorso gennaio e la cui sintesi sarà presto disponibile sulla piattaforma “Parlament et Citoyens - Ensemble faison la loi”.

Come l’esperienza francese suggerisce, l’intelligenza artificiale è certamente uno degli ambiti dell’innovazione in cui l’esigenza di una discussione pubblica su come “preparare il domani” si è fatta più incalzante.

Mustafa Suleyman, co-fondatore di DeepMind, in un recente articolo pubblicato su Wired UK è stato molto chiaro al riguardo: «Gli studi sull’etica, la sicurezza (safety) e gli impatti sociali connessi all’intelligenza artificiale rientreranno tra le aree di indagine più urgenti dei prossimi anni» e lo sviluppo di questo settore «richiede la creazione di nuovi meccanismi di decision-making che includano direttamente i cittadini».

Alcune esperienze in tal senso già esistono, dall’AI now Institute di New York, che studia le implicazioni sociali dell’intelligenza artificiale, alla Dichiarazione di Montreal per lo Sviluppo Responsabile dell’Intelligenza Artificiale, che prende le mosse dall’omonimo Forum e che, ancora in fase di stesura, poggerà sui risultati di una consultazione pubblica che durerà fino al prossimo marzo.

In Europa le iniziative su questi temi muovono i primi passi, a vari livelli istituzionali. Abbiamo visto il caso francese, ma anche a livello comunitario l’attenzione su questo tema è alta. Proprio lo scorso 9 marzo, la Commissione Europea ha lanciato una call per comporre un gruppo di esperti che lavorino, tra le altre cose, alla stesura di linee guida per uno sviluppo e un uso etico dell’intelligenza artificiale, che tenga in considerazione i diritti umani e principi come l’equità, la sicurezza (safety), e trasparenza, e che sia fondata su una «ampia consultazione» e su una «una discussione allargata, aperta e inclusiva». E, sempre lo scorso 9 marzo, il Gruppo europeo per letica delle scienze e delle nuove tecnologie (GEE) ha pubblicato un rapporto sull’intelligenza artificiale che sottolinea fin dalle prime pagine «la necessità di un processo di dialogo e di riflessione collettivo, inclusivo e ad ampio raggio».

La nascita del Foro regionale per la ricerca e l’innovazione - i cui dieci membri sono appena stati nominati, selezionati tra più di 150 candidature da tutto il mondo - è un passo nella direzione di portare in Italia, attraverso la Lombardia, strumenti avanzati di consultazione pubblica sui temi di frontiera dell’innovazione.

Anna Pellizzone, Project Assistant and Researcher della Fondazione Giannino Bassetti

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