L’Unione europea prova a fare un salto di scala nell’Intelligenza artificiale.
Non con una nuova normativa, ma con un modello. Si chiama EUROPA ed è il progetto scelto dalla Commissione europea per sviluppare un sistema di AI di frontiera: un modello open source made in Europe.
La newsletter
Lo illustra e racconta “AI News”, la newsletter gratuita sul mondo dell’Intelligenza artificiale curata da PoliS Lombardia, con il Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano e Regione Lombardia.
Il bando
Alla guida di EUROPA oltretutto c’è un’azienda italiana, che coordina il consorzio vincitore della Frontier AI Grand Challenge, lanciata da Bruxelles nel febbraio 2026 nell’ambito dell’Apply AI Strategy.
Come spiega “AI News” nel numero del 3 luglio, il bando della Commissione europea “chiedeva ai principali innovatori del settore di sviluppare un modello da oltre 400 miliardi di parametri, cioè nella stessa fascia dei sistemi più avanzati oggi disponibili. E con un vincolo preciso: essere costruito e addestrato interamente su infrastrutture europee”.
Questa la premessa politica del progetto. Oggi i modelli più potenti nascono soprattutto negli Stati Uniti e in Cina, ed è su quei sistemi che si appoggiano aziende, piattaforme e molti servizi pubblici europei.
Allora “sviluppare un modello interno non solo riduce la dipendenza tecnologica ma permette di applicare direttamente le normative locali – dall’AI Act alle regole sulla privacy – senza passare da fornitori extra-Ue”.
Le caratteristiche del modello EUROPA
E ancora, l’approfondimento proposto da PoliS Lombardia spiega in cosa consiste concretamente il progetto.
“EUROPA non è pensato come un’applicazione specifica, ma come un foundation model, cioè un’infrastruttura generale di grandi dimensioni su cui costruire applicazioni diverse: generazione di testi, traduzione, analisi documentale, assistenza conversazionale. Il punto chiave è il linguaggio. Il sistema sarà progettato per funzionare in tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione”
Per addestrare un modello del genere, “il consorzio avrà accesso fino al 2.5% della capacità della rete di supercalcolo EuroHPC per un anno, una delle più grandi allocazioni di calcolo mai concesse dall’Ue”.
Scopri EUROPA e gli altri focus proposti: l’emergere di una nuova ‘lingua’, “l’IA-taliano”, oltre a un’indagine sull’adozione dell’AI nelle PA italiane e a un confronto tra i principali modelli AI: quale è meglio usare? E in quale contesto?

